Bagliori di Natale sulle Ardenne

È nel periodo natalizio, il 16 dicembre 1944, che prende corpo uno degli ultimi grandi assalti tedeschi della Seconda Guerra Mondiale.

Ma senza la benché minima traccia di tregua. Stavolta, rispetto all'intesa di pace momentanea che aveva fatto riaffiorare un barlume di umanità durante la Grande Guerra, manca infatti del tutto (o quasi) lo spirito solidale che aveva caratterizzato la rinomata tregua del 1914 nelle Fiandre tra tedeschi e britannici. Nonostante si trattasse comunque di fenomeno geograficamente isolato.

Uno spirito natalizio che, invece, trent'anni dopo, nello stesso clima di belligeranza, è lasciato per lo più in mano all'iniziativa locale. L'aria di Natale, specie in periferia, viene comunque ricreata e respirata, anche se solo per qualche ora, nei ripari occasionali dove gli alleati trascorrono la notte più speciale dell'anno. In qualche fattoria gli ospiti cantano i classici intramontabili della tradizione natalizia, uguali in tutto il mondo (da Silent Night a Jingle Bells), insieme alle famiglie belghe del posto. Laddove la condivisione di un momento, in teoria, di pace per eccellenza, risulta tecnicamente impossibile tra nemici sul campo, questa mancanza viene in qualche modo bilanciata almeno la notte di Natale con piccoli e simbolici episodi di umanità che coinvolgono i civili. Un piccolo break animato anche da canti, radio, dalla messa del cappellano militare e da un alberello improvvisato.

La cornice entro la quale viene bypassata la tregua è la Battaglia delle Ardenne. Le truppe americane sono colte alla sprovvista dal blitz nazista sostenuto da 200mila soldati e 1000 carri armati, dieci giorni prima di Natale. L'obiettivo di Hitler ha una sua ragione precisa: da un punto di vista strettamente logistico, il piano punta a dividere gli eserciti nemici a metà. Una maxi operazione architettata dal fuhrer a settembre, che si protrae per circa sei settimane, e proprio nei dintorni di Natale vede un rovesciamento delle posizioni di forza. Se la situazione dal punto di vista degli alleati non nasce sotto i migliori auspici per un cielo poco benevolo, per diversi giorni coperto e incerto, le stesse forze sono piuttosto abili nel ribaltare andamento e sorti della contesa a proprio favore nel momento più delicato. Provvidenziale però in quel frangente si rivela l'iniezione di rifornimenti a Bastogne.

Dal 18 al 27 dicembre il cuore della contesa è proprio nella cittadina belga. Situata in prossimità del confine lussemburghese, a Bastogne convergono le sette strade principali delle colline delle Ardenne. Strategicamente, quindi, Bastogne si presta bene sia ai tedeschi per penetrare la difesa alleata asserragliata sui pendii boschivi della Vallonia, che agli stessi alleati per ridurre la velocità di avanzamento dei tedeschi. I giorni della svolta della battaglia sono quelli immediatamente antecedenti il Natale. Le agognate provviste americane (carenti), che ancora tengono accese le speranze dei nazisti, arrivano a Bastogne il 23, dando ai tedeschi il tempo di organizzare soltanto l'ultimo blitz, che si concretizza il 24 dicembre sotto forma di incessanti colpi di mortaio. Un'azione che tra gli altri obiettivi, coglie in pieno la stazione di assistenza medica del 20° Battaglione.

Ma è l'ultimo sussulto prima del rovesciamento delle forze in campo, che passa attraverso una notte di Natale, come detto, almeno in parte mitigata da una parvenza di accoglienza favorita dagli autoctoni nei confronti degli alleati. È la quiete prima della tempesta di fuoco. Il 25 le divisioni americane vengono accerchiate a Bastogne, ma l'intenso fuoco di fucile proveniente dalle truppe statunitensi in trincea, sostenuto anche dalla formazione aviotrasportata, rompe ben presto l'accerchiamento nemico, dividendo la Divisione Panzer in due. E per le truppe tedesche segna l'inizio della fine, che ad inizio anno le porterà ad una graduale recessione delle posizioni sul campo e alla sconfitta finale del Reich. Tutto questo avviene nel giro di pochi giorni, e, dal punto di vista di molti soldati, purtroppo, senza l'impressione di essere passati veramente attraverso il periodo (solo sulla carta) più festoso dell'anno.

Dott. Riccardo Ravizza
Esperto in Antiquariato Militare Ruolo periti ed esperti n VA-748
www.riccardoravizza.com