All’ombra del Fuhrer - La scomparsa di Martin Bormann

In Germania, il 20 novembre del 1945 si apre il processo del secolo. È il primo inverno di pace ma in quel palazzo, nella stanza numero 600 del tribunale di Norimberga, si parla ancora di guerra. Davanti a centinaia di giornalisti, tra cui Don Passos e Montanelli, per la prima volta nella storia i vincitori processano i vinti. A Norimberga molte case sono senza muri esterni, si vedono nella loro nudità letti, armadi, cucine. La gente vive ancora negli scantinati e ci sono montagne di macerie che il gelido vento tedesco spruzza di neve. Un cielo grigio e tetro incombe sulla città. Qua e là ardono fuochi accesi con carcasse di pneumatici. I “Military Police” di guardia fumano silenziosi. Gli imputati sono 21, i sopravvissuti della classe dirigente nazista. Le accuse sono crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Parte civile: il mondo. Il dibattimento durerà 284 giorni. Mancano Hitler, suicida, Goebbels, suicida, Himmler, suicida. Martin Bormann, uno dei massimi gerarchi nazisti, è sparito: la storia della sua scomparsa è un mistero che diventa un vero e proprio giallo.