ACCADDE OGGI:1 Novembre 1916

La nona battaglia dell'Isonzo Gli Italiani avanzano a est di Gorizia e del Vallone
Terza e ultima spallata d’autunno. La nona battaglia dell’Isonzo apre le danze il primo novembre, ma la regione carsica è schiava delle bizze stagionali: il terreno è annacquato dalle recenti piogge; il bombardamento preliminare è stato intenso, ma impreciso; il piano è sempre lo stesso e lo saranno anche i risultati finali. La prima giornata sembra però positiva. Gli Italiani avanzano a est di Gorizia e del Vallone ed espugnano le posizioni asburgiche sul monte Pečinka e su altre colline dominanti. Il problema sono sempre i sacrifici necessari e l’impatto sul morale degli uomini. Cadorna si fida poco dei suoi soldati e dirama una circolare molto chiara: “Non vi è altro mezzo per reprimere i reati collettivi che quello di fucilare immediatamente i maggiori colpevoli.” E se non fosse possibile accertare l’identità dei responsabili? Niente paura, il Capo di Stato maggiore suggerisce di “estrarre a sorte tra gli indiziati e punirli con la pena di morte”. Giustizia sommaria, ecco la risposta. Sul fronte occidentale la grande offensiva della Somme è in riserva, degenerata in una moltitudine di baruffe minori e locali:  i tedeschi sferrano un colpo a Sailly-Saillysel, gli Alleati rispondono a nord-est di Lesbœufs. Ormai la battaglia della Somme somiglia sempre più all’orrenda “sorella” di Verdun: “Non potrò mai dimenticare quella trincea, zeppa di cadaveri in decomposizione color nero inchiostro, con occhi e i denti bianchissimi. Erano in fila sui parapetti, incastrati nelle pareti, sepolti sul pavimento. Ci si trovava a sfregare di continuo contro braccia e gambe sporgenti, oppure un volto ghignante emergeva dal fango”.
Davide Sartori