ACCADDE OGGI: 1 dicembre 1916

SCADE L'ULTIMATUM ALLA GRECIA
Paura e delirio ad Atene. No, non parlo di un remake del celebre film di Terry Gilliam, con Johnny Depp e Benicio del Toro, mi riferisco alla metaforica polveriera greca. La capitale esplode il primo dicembre, scaduto l’ultimatum dell’Intesa: i fedelissimi di Re Costantino aprono il fuoco contro Alleati e venizelisti. Non sono solo un paio di schioppettate, l’artiglieria realista tira contro lo Zappeion, dove sono acquartierati i marinai anglo-francesi. E la folla assale la legazione britannica. Atene piomba nella guerriglia; ci sono morti, feriti, arresti e saccheggi. Tombola. L’Intesa è colta alla sprovvista, ma risponde subito: un nutrito contingente sbarca al Pireo e si mette in marcia. In più questa volta la flotta non si limita a minacciare, ma apre il fuoco a sua volta; Atene viene bombardata. Non si spara, ma la giornata è movimentata anche a Londra. In tempi difficili le critiche aumentano. C’è il caro viveri, la nuova agitazione dei minatori gallesi, la deludente questione rumena; i motivi di polemica non mancano. I ceffoni al Gabinetto Asquith arrivano da destra e da sinistra, i rimproveri sono di due categorie: le opposizioni dure e pure sostengono l’inadeguatezza dei governanti; gli amici, o presunti tali, non discutono le singole persone, confermano la fiducia nei Ministri, ma ne criticano la condotta generale della guerra, ritenuta troppo timida. Il commento del Daily Chronicle è impietoso: “Per evitare errori, il Gabinetto finisce per non decidere mai niente”. Siamo a un passo dalla crisi e il carico lo mette Lloyd George. Il Ministro della Guerra è insoddisfatto, è tra i fautori di un atteggiamento meno “morbido” e rilascia una dichiarazione pesantissima: “In queste condizioni non me la sentirei di restare nel Governo”. Lloyd George apprezza l’idea di ridurre il War Committee a soli quattro membri: meno teste e più poteri. Ci sarebbe anche una guerra, ma le notizie dal fronte sorprendono molto poco: in Romania gli austro-bulgaro-tedeschi sono un rullo compressore, spianano qualsiasi ostacolo sul loro cammino. Con la capitale quasi accerchiata da tre lati, le autorità rumene consigliano ai civili di lasciare Bucarest. La situazione è così grave da suggerire a qualcuno l’idea di non provare neanche a difendere la città. Nota di colore. Fa sorridere un errore di battitura su La Stampa: “L’ammiraglio John Rushworth Jellicoe è nominato Primo Lord del male”. Siamo sessantuno anni avanti Darth Vader e Guerre Stellari.
Davide Sartori