A Ruviano il ritorno del soldato Nicola Giano, deportato nel lager nazista di Bocholt

Dopo 73 anni le sue spoglie torneranno nel paese d'origine, la terra che egli sognava di riabbracciare

Un bel giovane, dal volto delicato, dall’aspetto gentile. Così partì per la guerra il soldato Nicola Giano di Ruviano a soli 20 anni.
Le sue spoglie ritornano in paese dopo 73 anni, e per lui sono previsti gli onori dovuti nella cerimonia di accoglienza fissata il 2 novembre alle 16.30, in piazza, e poi presso la Casa comunale. A farsi promotori dell’Iniziativa la nipote del soldato Maria Grazia Giano, l’Associazione Combattenti e Reduci di Caiazzo/Ruviano guidata da Enrico D’Agostino, quella locale di Alvignanello (frazione di Ruviano) guidata da Pasquale De Filippo con il supporto morale ed economico dell’Amministrazione comunale del piccolo comune guidata dal sindaco Roberto Cusano.

Nicola, nato il 9 aprile 1917, fu maestro di scuola; dopo il servizio militare fu richiamato in guerra nell’XI Reggimento Fanteria “Casale”, VI Compagnia di Forlì sul fronte greco-albanese con il grado di Sergente Maggiore. I terribili fatti che seguirono la data dell’Armistizio, l’8 settembre 1943, furono anche per lui motivo di dolore e sofferenza: fatto prigioniero dai tedeschi, venne deportato nel Lager VI F di Bocholt, Westfalen (Germania) con il numero di matricola 77459.
Di lui, in famiglia, giunsero diverse lettere che ancora oggi testimoniano da un lato l’attaccamento alla vita e la vivacità di un giovane a quella età, dall’altro l’avanzare della sofferenza interiore, della paura di non poter tornare a casa e rivedere i propri cari, la propria terra d’origine.
E così avvenne per il caro e giovane Nicola, di cui non giunsero più righe dal luglio 1944.
Morì, vinto dagli stenti, il 7 aprile 1945.
Il suo corpo venne trasferito nel cimitero di prima sepoltura a Castrop-Rauxel Stadt. Friedhof Bladenhorst e poi, come tanti altri soldati, nel Cimitero italiano d’onore di Francoforte sul Meno, riquadro N, fila 7, tomba 30.
Ritorna a casa Nicola, e dopo lunghi anni il suo desiderio di essere nel luogo di nascita gli viene esaudito; e si fa portatore di grandi valori: la pace, il sacrificio, il senso del dovere, il rispetto per i luoghi cari. Le sue parole, scritte allora, risuonano ancora forti e immaginiamo di poterle destinare ai suoi coetanei di oggi.

Sabato 3 novembre, l’urna con i resti del giovane soldato sarà trasferita nella chiesa di Sant’Andrea nella frazione di Alvignanello per la celebrazione della messa, alle 11.00; poi sarà affidata alla famiglia per la tumulazione nel cimitero di Ruviano.
Sulla locandina il programma completo delle cerimonie.