«A PREZZO DI QUALI SACRIFICI SI SERVA IL PROPRIO IDEALE E PER QUALE VIA SI PERVENGA AL SUCCESSO»

Genio e coraggio, inventore e soldato. Ecco chi è Teseo Tesei già nel 1925 quando, appena sedicenne, entra nella Regia Accademia Navale di Livorno. Nel 1931 esce dal Corso Normale del Corpo del genio navale con il grado di Tenente G.N. e si iscrive alla Scuola di Ingegneria Navale di Napoli, laureandosi nel 1933. Si succedono numerosi incarichi e missioni fino al 1936 quando, scoppiata la Guerra di Spagna, decide di partire volontario.
Tesei, tuttavia, non è solo un semplice, per quanto brillante, militare. Infatti, già nel periodo in cui frequenta l'Accademia Navale di Livorno, inizia a lavorare al progetto di modifica della famosa "Mignatta", il mezzo anfibio con cui Rossetti e Paolucci, sul finire della prima guerra mondiale, affondarono la corazzata austro-ungarica SMS Viribus Unitis durante la celebre "Impresa di Pola" del 1 Novembre 1918.
Con l'aiuto dell'ingegnere navale Elios Toschi, Tesei sviluppa quindi il concetto di base della "Mignatta" per arrivare a costruire un mezzo in grado di consentire a due uomini di dirigersi, in immersione, verso un bersaglio ed attaccarlo. È Tesei, quindi, il padre dei famosi Siluri a Lenta Corsa (SLC) e dell'autorespiratore a lunga autonomia, progetti che daranno un grande impulso allo sviluppo delle tecniche di assalto che verranno rese di lì a poco famose dallo stesso Tesei e dagli altri uomini della Xa Flottiglia MAS.
Gli eventi precipitano. Il 10 giugno 1940 la dichiarazione di guerra dell’Italia a Francia e Inghilterra. Tesei viene destinato alla V Squadriglia della X° Flottiglia MAS. Già nell'agosto dello stesso anno viene decorato con la Medaglia d'Oro di 1ª Classe, come riconoscimento alla sua alacre opera di studio e sviluppo dei mezzi d'assalto, e con la Medaglia d'Argento al Valor Militare per aver partecipato alle operazioni di salvataggio dell'equipaggio del sommergibile "Iride", affondato da azione aerea nel Golfo di Bomba, mentre stava trasportando mezzi ed operatori destinati a violare la base navale inglese di Alessandria d'Egitto (operazione per la quale viene anche promosso al grado di Maggiore G.N. in data 12 dicembre).
L'attività di Tesei non conosce sosta. Nonostante l'intenso impegno profuso nel periodo precedente, decide di prendere parte all'Operazione Malta Due, missione con l'obiettivo di forzare il porto de La Valletta nella notte tra il 25 ed il 26 Luglio 1941. Tesei sente che è lì che deve essere, alla testa degli uomini che, con i mezzi da lui sviluppati e progettati, tenteranno l’impossibile.
È una calda notte di mezza estate. I mezzi italiani si avvicinano all’arcipelago di Malta, autentica spina nel fianco dell’Asse. Viene dato il via libera, la missione inizia. Gli italiani utilizzano due SLC e sei barchini esplosivi che, secondo i piani, avrebbero dovuto aprire la via del munitissimo porto maltese alla Regia Marina. Un piano semplice quanto efficace.
Il destino, purtroppo, ha in serbo un’amara sorpresa per Tesei ed i suoi uomini.
Tesei è a bordo di uno dei due SLC. Insieme al 2° Capo Palombaro Alcide Pedretti, suo gregario, si porta sull’obiettivo, presso le fortificazioni all’ingresso della baia de La Valletta. Gli inglesi, purtroppo, sono preparati. I mezzi italiani vengono avvistati, preludio al fallimento della missione. È il momento. Bisogna tentare il tutto per tutto. Mentre in superficie i barchini esplosivi vengono lanciati verso le protezioni inglesi, Tesei e Pedretti, per recuperare il tempo perso in precedenza e tentare di evitare il fallimento dell’operazione, decidono coraggiosamente di spolettare a zero, facendo detonare la carica agganciata al proprio SLC senza allontanarsi dal mezzo.
L’esplosione è tremenda. Il ponte all’imboccatura della baia crolla sotto i colpi della carica detonata da Tesei e dei barchini che tentano di sfondare il blocco.
L’ingresso del porto de La Valletta è definitivamente ostruito.
I coraggiosi soldati italiani cadono eroicamente.
La missione è fallita.
Queste le profetiche parole di Tesei, prima della fatidica missione e che rappresentano, senza ombra di dubbio, il suo testamento politico:
«Occorre che tutto il mondo sappia che vi sono italiani che si recano a Malta nel modo più temerario: se affonderemo qualche nave, oppur no, non ha molta importanza: quel che importa è che noi si sia capaci di saltare in aria col nostro apparecchio sotto l’occhio del nemico: avremo così indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quale via si pervenga al successo».
La sfortunata operazione "Malta 2" fu l'operazione per la quale vennero conferite il maggior numero di Medaglie d'Oro al Valor Militare nella storia d'Italia, 1 a vivente e 8 alla memoria. Tra i 15 caduti nel corso della missione, vennero decorati con la massima onorificenza:
Capitano di fregata Vittorio Moccagatta
Capitano di corvetta Giorgio Giobbe
Maggiore genio navale Teseo Tesei
Capitano medico Bruno Falcomatà
Sottotenente di vascello Carlo Bosio
Sottotenente armi navali Aristide Carabelli
Sottotenente di vascello Roberto Frassetto
2° Capo palombaro Alcide Pedretti
Sottocapo silurista Guido Vincon
Tesei venne decorato con la seguente motivazione:
«Ufficiale Superiore del Genio Navale, in lunghi anni di tenace, intelligente, appassionato lavoro riusciva, superando difficoltà di ogni genere, a realizzare, in cooperazione con altri pochi valorosi tecnici, e successivamente a perfezionare il mezzo d'assalto subacqueo della Regia Marina.
Non pago del decisivo contributo portato dalla sua brillante intelligenza e dalla sua profonda cultura volle personalmente provare, collaudare e impiegare in guerra l'arma insidiosissima. Nonostante fosse minorato nel fisico per questa attività, inflessibilmente volle partecipare al forzamento di una delle più potenti e meglio attrezzate basi navali dell'avversario, conducendo lo strumento da lui ideato. Verificatosi nel corso dell'azione un ritardo, dovuto a imprevisti incidenti tecnici, che avrebbe potuto compromettere l'esito, allo scopo di guadagnare tempo perduto e di portare a termine a ogni costo il suo compito, decideva di rinunciare ad allontanarsi dall'arma prima che esplodesse contro l'obiettivo. Col sacrificio della vita assurgeva, unitamente al suo secondo uomo rimasto a lui fedele fino alla morte, alla gloria purissima del cosciente olocausto. Esempio di elette virtù militari e di sublime dedizione alla Patria, oltre il dovere».
Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941
Maggiore del Genio Navale Teseo Tesei: PRESENTE!