Notiziario: 7 ottobre 1943 La deportazione dei Carabinieri di Roma

7 ottobre 1943 La deportazione dei Carabinieri di Roma

Il 7 ottobre 1943 aveva luogo a Roma una delle più imponenti retate che portò all'arresto e alla deportazione di migliaia di Carabinieri.
L’Arma dei Carabinieri sin dal 25 luglio del 1943, all’indomani della seduta del Gran Consiglio del Fascismo si era connotata, agli occhi dei tedeschi, come ambigua e inaffidabile, soprattutto a Roma.
L’eccidio delle Fosse Ardeatine, i combattimenti di Porta San Paolo, il sacrificio del Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, avevano fatto ben comprendere ai nazisti e agli aderenti alla RSI, che i Carabinieri non sarebbero venuti meno al giuramento di fedeltà prestato nè si sarebbero resi partecipi o spettatori inermi di atti di barbarie contro quella popolazione di cui, per mandato, dovevano essere i difensori. I tedeschi, che, come da ordini ricevuti da Berlino, si apprestavano a rastrellare il ghetto ebraico di Roma per deportarne gli abitanti, avevano bisogno di avere mano libera per condurre l’operazione senza particolari impedimenti. Per questo, come confermato da autorevoli studi storici, il comandante della Gestapo romana, Herbert Kappler, si pose il problema di neutralizzare i Carabinieri, ancora armati e, a Roma, in gran numero al loro posto, per garantire la sicurezza pubblica.
Il 7 ottobre 1943, di primo mattino, paracadutisti tedeschi e SS circondarono le principali caserme dell’Arma della Capitale, bloccandone all’interno i Carabinieri che, ignari, attendevano alle loro occupazioni quotidiane, quasi sempre senza l’immediata disponibilità delle armi. Molti militari riuscirono fortunatamente a dileguarsi, spesso portando con sé il proprio armamento, grazie a tempestive segnalazioni.
Dei Carabinieri in servizio nella Capitale, oltre 2 mila, forse fino a 2.500 (il numero è incerto poiché i tedeschi bruciarono tutti gli archivi delle caserme dell’Arma occupate) furono catturati e deportati nei campi di concentramento nazisti.
Oltre 600 non fecero più ritorno.