4 DICEMBRE: SANTA BARBARA

TRA STORIA E LEGGENDA
La Vita

Diverse sono le ipotesi - tratte da brani greci e latini - relative alle sue origini. Non è possibile stabilire con esattezza quali siano leggenda e quali storia.

Si tende comunque ad accreditarne la nascita nel III secolo d.C. in Asia Minore, in quella che è l'attuale İzmit, porto della Turchia, a quei tempi chiamato Nicomedia.

La leggenda vuole che il padre Dioscuro, di religione pagana, l'avesse rinchiusa in una torre per proteggerla dai suoi pretendenti. Per lo stesso motivo, per evitare che utilizzasse le terme pubbliche, egli gliene fece costruire di private.

Barbara, vedendo che nel progetto vi erano solamente due finestre, ordinò ai costruttori di aggiungerne una terza, con l'intenzione di richiamare il concetto di Trinità. Quando il padre vide la modifica alla costruzione intuì che la figlia poteva esser diventata cristiana.

La madre di Barbara aveva infatti già abbracciato segretamente la religione cristiana, finendo col rivelare il suo segreto alla figlia. Questa, dopo aver sentito alcune delle preghiere, percepì Gesù all'interno del suo cuore e si convertì.

Il padre decise allora di denunciare sua figlia al magistrato romano che, in quei tempi di persecuzione, la condannò alla decapitazione dopo due giorni di atroci torture, prescrivendo per di più che la sentenza venisse eseguita proprio dal padre.

Le sevizie iniziarono con una flagellazione con verghe, che, secondo la leggenda, si tramutarono in piume di pavone (per questo motivo spesso nella sua iconografia la santa è raffigurata tenendo in mano delle lunghe piume). Quindi venne torturata col fuoco, ebbe poi le mammelle tagliate e fu infine decapitata. Era il 4 dicembre dell'anno 306. Secondo la leggenda, Dioscuro stesso procedette all'esecuzione, ma subito dopo venne ucciso da un fulmine; il fatto fu interpretato come una punizione divina per il suo delitto.
Esistono diverse tradizioni sul luogo del martirio e della deposizione del corpo. Una di queste riferirebbe che il martirio sia avvenuto a Scandriglia (RI) e il corpo sia stato poi trasferito a Rieti città nel X secolo per metterlo in salvo dalle scorrerie saracene. Qui divenne patrona della città e le fu dedicata la cattedrale.
Un'altra tradizione - più accreditata - vorrebbe il martirio avvenuto in Egitto e le reliquie trasferite a Costantinopoli, da dove i veneziani, alla fine del X secolo, le avrebbero portate a Venezia, e di lì a Torcello e poi a Murano.
Peraltro oggi i resti della Santa riposano nella Cappella omonima a Burano, nella laguna veneta.