Notiziario: 24 LUGLIO 1943

24 LUGLIO 1943

Il 24 luglio 1943, cinquantuno «Fortezze Volanti» statunitensi prendono di mira lo scalo ferroviario di Bologna: seguendo le manovre dell’aereo-guida, colpiscono tuttavia l’intera città. Gli ordigni cadono sulle Piazze Galileo, San Francesco e San Domenico, sulle vie Foscherari, Farini, IV Novembre, Cesare Battisti, Ugo Bassi, Belvedere, Testoni, Borghetto, Nazario Sauro, Lame, San Lorenzo, Calcavinazzi, Abbadia, San Felice, Riva di Reno, Malvasia, San Pio V, Saffi, Timavo, Piave, Col di Lana, Vittorio Veneto, Lazzaretto e Duca d’Aosta, sulle mura interne di Porta Lame e, soprattutto, sulla stazione dei treni; in quel giorno rimangono seriamente danneggiati anche l’Ospedale Militare e il Maggiore. Gli aviatori statunitensi sorvolano l’intera superficie urbana e sganciano gli ordigni vicino ad alcune delle più importanti piazze del centro, poiché il pilota che comanda la missione non riesce a individuare immediatamente lo scalo ferroviario e perlustra a lungo la zona centrale della città. Anche se appare impossibile dimostrare in maniera inequivocabile la finalità terroristica di tali azioni, molti analisti giudicano evidente l’intenzione intimidatoria e distruttrice di quell’incursione. La distanza che separa la chiesa di San Domenico dalla stazione suggerisce che i piloti abbiano deciso di liberarsi completamente del loro carico di morte senza valutare troppo la precisione dei loro sganci. In quel giorno trovano la morte circa 180 persone. Nelle stesse ore, a Roma, il Gran consiglio del fascismo si riunisce per votare l’ordine del giorno proposto da Dino Grandi per la sfiducia a Mussolini. La guerra, voluta dal Duce e cavalcata dal regime, si è rivelata una catastrofe: il popolo è alla fame e, contrariamente a quanto promesso dalla propaganda, lo Stato non riesce in alcun modo a proteggere i cittadini dalle incursioni aeree anglo-americane, finalizzate a spingere l’Italia fuori dal conflitto e a rovesciare il governo. Nei giorni successivi, dopo l’arresto di Mussolini, migliaia di bolognesi lasciano la città, sconvolti dalla paura dei bombardamenti: lo sfollamento verso le campagne rende ancora più drammatica la transizione dal regime fascista al governo di Badoglio, caricando di aspettative la seconda parte dell’estate.
(Nella foto, Bologna colpita da un bombardamento nel corso del 1943).A
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