1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

di Mario Maffi

LE GOCCE CADONO DAL BUIO NEL BUIO...
MARIO MAFFI (1933 - 2017)

Le gocce cadono dal buio nel buio;
il loro ritmo scandisce lento il tempo che va.
Il silenzio è rotto dal loro battere che s'infrange,
s'ingigantisce nel rimbombo delle pareti nere,
diventa una triste melodia perpetua.
Le gocce cadono dal buio
su un misero mucchietto d'ossa bianche
legate con il fil di ferro
sono lacrime.

Queste le uniche parole che Mario Maffi, speleologo e alpino riuscì a esprimere di fronte a quello che vide davanti ai suoi occhi increduli nel 1957.
Fu il primo a scendere dentro all'orrore delle foibe, a toccare con mano quella terribile tragedia: in missione segreta per conto del governo italiano.
Mario Maffi, è morto il primo di marzo scorso nella sua casa di Cuneo: fu lui che nel 1957 venne investito di un incarico delicatissimo e che per quasi 50 anni fu coperto dal segreto militare. Nel 1957 infatti, da sottotenente del Genio guastatori degli alpini, venne mandato in missione segreta sul Carso per scendere, esplorare, misurare e fotografare gli abissi della zona utilizzati come foibe alla fine della seconda guerra mondiale.
Nel corso delle operazioni vennero esplorate quattro cavità con vari resti umani, furono scattate fotografie e redatti rapporti. La missione era stata preceduta da un’operazione di copertura a Trieste, con l’esplorazione delle foibe di Monrupino e Basovizza, assistito dagli speleologi del Gruppo grotte di Monfalcone.

La sua testimonianza diretta è raccontata nel suo libro "1957. Un alpino alla scoperta della foibe" (Gaspari Editore) di cui riportiamo la considerazione finale:
In guerra la morte è inevitabile, ma la sevizie è inammissibile.
Essi sono tutti Martiri. I martiri non possono avere colore.