12 SETTEMBRE 1917
L’undicesima battaglia dell’Isonzo non è stata una semplice “spallata”, ma qualcosa di più, un’offensiva “vera”. Sull’altopiano della Bainsizza gli italiani hanno ottenuto un successo, non sarà risolutivo, ma è comunque una vittoria. Le aspettative erano però più alte, anche troppo, tre grossi scogli sono ancora lì: il settore di Tolmino ha masticato i nostri reparti senza concederci nulla in cambio; abbiamo approcciato l’Hermada, ma il massiccio continua a sbarrare la strada per Trieste; mentre le nuove posizioni sul San Gabriele ci sono costate un massacro.
L’esercito austro-ungarico è riuscito a riorganizzarsi, a bloccare l’offensiva italiana e a rettificare le posizioni; in alcuni punti la nostra linea sembra molto audace, forse più del prudente. Le perdite: oltre 165.000 tra morti, feriti e dispersi per Roma; almeno 110.000 per Vienna. Tra i sopravvissuti c’è un ventunenne, gran giocatore di carte, ma soprattutto futuro Presidente della Repubblica: Sandro Pertini. Per le sue azioni sullo Jenelik si è guadagnato la medaglia d’argento al valor militare.
L’esercito austro-ungarico è riuscito a riorganizzarsi, a bloccare l’offensiva italiana e a rettificare le posizioni; in alcuni punti la nostra linea sembra molto audace, forse più del prudente. Le perdite: oltre 165.000 tra morti, feriti e dispersi per Roma; almeno 110.000 per Vienna. Tra i sopravvissuti c’è un ventunenne, gran giocatore di carte, ma soprattutto futuro Presidente della Repubblica: Sandro Pertini. Per le sue azioni sullo Jenelik si è guadagnato la medaglia d’argento al valor militare.
L’undicesima battaglia dell’Isonzo, chiusa il 12 settembre, ha però conseguenze importanti. Una su tutte: con gli austro-ungarici a rischio collasso, i tedeschi si accorgono del fronte italiano e se ne interessano. Non una grande notizia per noi.
Molto legata all’Italia c’è anche una città dall’altra parte del mondo. È stata fondata da uno spagnolo, ma il nome, per esempio, è ripreso dal Santuario della Bonaria di Cagliari. E poi Buenos Aires è città di immigrati, soprattutto italiani. Il Governo argentino non ha preso bene la condotta diplomatica tedesca e riconsegna i passaporti all’Ambasciatore di Berlino: il Conte Luxburg è dichiarato “persona non gradita”, non sarebbe male se alzasse i tacchi e tornasse da dove è venuto.
Implicata nella stessa brutta storia c’è la Svezia, per ora trascurata dagli argentini, ma non dai media Alleati. Per la stampa statunitense il già ridotto commercio con gli scandinavi è in bilico: o Stoccolma cambia registro, «o la pretesa neutralità svedese, con i suoi privilegi, sarà destinata a una fine improvvisa». Durissimi anche i fogli anglo-francesi: chi si accontenta chiede a Stoccolma l’azzeramento politico del Ministero degli esteri.
A tre giorni dallo scandalo la Svezia deve almeno abbozzare una dichiarazione. Tra l’imbarazzo generale ne esce qualcosa di a dir poco elusivo: «Il Ministero degli affari esteri svedese non ha ricevuto nessun rapporto sulla trasmissione dei telegrammi menzionati. Per questo motivo il Governo non può assumere una posizione sulle questioni eventualmente sollevate dagli stessi. […] Il primo dovere del Governo svedese è di verificare se il contenuto dei telegrammi sia quello annunciato. Se così fosse, il Governo chiederà spiegazioni alla Germania e prenderà misure per evitare qualsiasi ripetizione del fatto».
Chiudiamo con una nota di colore, la miglior dichiarazione di giornata. Il premio spetta a Nekrasov, vice-Premier di una Russia a un passo dalla guerra civile: «La situazione politica può essere considerata perfettamente favorevole».
È importante non perdere la voglia di scherzare.
Davide Sartori
Implicata nella stessa brutta storia c’è la Svezia, per ora trascurata dagli argentini, ma non dai media Alleati. Per la stampa statunitense il già ridotto commercio con gli scandinavi è in bilico: o Stoccolma cambia registro, «o la pretesa neutralità svedese, con i suoi privilegi, sarà destinata a una fine improvvisa». Durissimi anche i fogli anglo-francesi: chi si accontenta chiede a Stoccolma l’azzeramento politico del Ministero degli esteri.
A tre giorni dallo scandalo la Svezia deve almeno abbozzare una dichiarazione. Tra l’imbarazzo generale ne esce qualcosa di a dir poco elusivo: «Il Ministero degli affari esteri svedese non ha ricevuto nessun rapporto sulla trasmissione dei telegrammi menzionati. Per questo motivo il Governo non può assumere una posizione sulle questioni eventualmente sollevate dagli stessi. […] Il primo dovere del Governo svedese è di verificare se il contenuto dei telegrammi sia quello annunciato. Se così fosse, il Governo chiederà spiegazioni alla Germania e prenderà misure per evitare qualsiasi ripetizione del fatto».
Chiudiamo con una nota di colore, la miglior dichiarazione di giornata. Il premio spetta a Nekrasov, vice-Premier di una Russia a un passo dalla guerra civile: «La situazione politica può essere considerata perfettamente favorevole».
È importante non perdere la voglia di scherzare.
Davide Sartori