Biblioteca / Saggi / I Nostri Libri / Uomini di Buona Volontà in Guerra e in Pace

Nel 70° anniversario di fondazione dell'Associazione Nazionale Combattenti
PRESENTAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE DI VICENZA  Commendator  Ragioniere GIUSEPPE CROSARA.
In occasione del 70° anniversario di fondazione dell'Associazione Nazionale Combattenti il Consiglio Direttivo della Federazione di Vicenza ha ritenuto opportuno realizzare la presente pubblicazione allo scopo di porre in evidenza quanto in 70 anni ha fatto questa benemerita Associazione sia a livello nazionale, sia a livello provinciale.
Purtroppo, nulla di analogo era stato fatto in passato e molto materiale che poteva essere utile ed interessante è andato perduto, distrutto in gran parte dai bombardamenti e dagli eventi dell'ultimo conflitto mondiale.
I protagonisti di quei tempi non hanno più voce e non possono più essere fonte di notizie.
Comunque, avvalendoci del volume "I Combattenti nel primo dopoguerra"del Prof. Giovanni Sabbatucci, ordinario di storia contemporanea all'Università di Macerata, pubblicato nel 1974 dalla Casa Editrice Laterza di Bari, in cui l'associazionismo combattentistico é ampiamente trattato sotto vari punti di vista e mediante altre notizie che alcuni nostri collaboratori - in modo eminente il Cav. Mario Faggionato - hanno raccolto con molta pazienza e minuziosa ricerca dai quotidiani del tempo, e stato possibile attuare qualche cosa di concreto che permette, sia pure in maniera molto succinta ed incompleta, di consegnare alla storia questa realtà che ancora viviamo.
Non è questa la sede per parlare del fenomeno associazionistico in senso generale nato- possiamo dire- con l'uomo . Con riferimento, però, a quello combattentistico va subito detto che dopo ogni conflitto armato sono sorte associazioni di reduci o di veterani sia per difendere i valori conquistati, sia per ricordare i Caduti delle rispettive campagne, sia anche per tutelare i diritti acquisiti.
A Roma, ad esempio, sul muro esterno di un palazzo di Piazza Grazioli e collocata una lapide con bassorilievo in bronzo beh ricorda, a cura dei Veterani delle Patrie Battaglie, la Medaglia d'Oro Grazioli Lante della Rovere, caduto durante la campagna libica del 1911 .
A Vicenza, ai lati dell'ingresso del Cimitero Monumentale, sorgono due obelischi che ricordano i Caduti delle guerre risorgimentali per iniziativa, rispettivamente dell'associazione dei Veterani Vicentini 1848-1849 ed anni successivi e della Società Reduci Garibaldini di Vicenza.
Cosi, dopo il primo conflitto mondiale, che concluse vittoriosamente le Guerre d'Indipendenza Nazionale, era ovvio che sorgesse una associazione chiamata NAZIONALE COMBATTENTI, la quale, dopo il secondo conflitto mondiale modifico la sua denominazione con l'aggiunta «E REDUCI» per accogliere nelle sue file anche i 600.000 militari catturati dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943 ed internati in Germania.
Nata a Milano il 4 novembre 1918, proprio nel giorno della vittoria, per particolare interessamento
dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, fondata poco prima, la nostra Associazione fu libera espressione di quelli che saranno poi i Cavalieri di Vittorio Veneto, mai, però, in contrasto con l'Opera Nazionale Combattenti, organo di emanazione statale per l 'assistenza agli stessi.
Se ricordiamo solo gli immani problemi conseguenti all'inserimento nel tessuto civile di oltre 5.000. 000 di smobilitati che dall'oggi al domani sono passati dalla trincea alla casa con scarse possibilità di lavoro si può ben dire cioè lo sforzo compiuto dall'associazione per trovare a tutti una sistemazione e stato oltremodo gravoso e va iscritto tra le sue benemerenze più alte.
Né può essere sottaciuta l'azione svolta in campo politico, dal Congresso di Assisi in poi, per tentare di conservare all'Associazione la  propria indipendenza da influenze politiche.
Ecco: tutto questo é posto in evidenza in queste pagine, sia pure con le forzate lacune sopra lamentate.
Mentre mi auguro che quest'opera possa costituire viva testimonianza di un passato veramente luminoso e di un presente che - proteso verso l'avvenire- vuole continuare le civili benemerenze, mi è caro esprimere - anche a nome del Consiglio Direttivo della Federazione - il mio grazie più sentito a quanti hanno offerto, con passione e disinteresse, il loro fattivo contributo alla sua realizzazione.