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Volume terzo - Prato 2010

 Memorie dei combattenti della Federazione Provinciale di Prato dell'Associazione Nazionale Combattenti       

2011,  Anniversario dell’unità italiana, anniversario pieno di incognite di crisi economi­ca e morale con un forte movimento scissionista dimentico di quanto sangue è costata ai combattenti provenienti da tutte le regioni, nessuna esclusa.
Si dimentica quanti morirono soldati e civili e quanti sacrifici furono sopportati durante la guerra voluta dal fascismo e approvata dalla monarchia, una guerra condotta senza una adeguata preparazione militare, diretta generalmente da comandanti incapa­ci, che avevano la necessità di un migliaio di morti per sedere al tavolo della eventuale vittoria della Germania.
Si dimenticano i caduti, i reduci, gli invalidi, i prigionieri che sopportarono dolore, umi­liazioni, fame nei campi alleati.
L’8 Settembre la resa senza condizioni: i tedeschi iniziano l’invasione dell’Italia, il Re con gli alti comandi fugge, l’esercito è senza notizie certe, non ci sono ordini è il disordine è completo. Il 9 settembre 1943 inizia la Resistenza, non si consegnano le armi, si combatte a S. Paolo in Roma, Cefalonia, Rodi, nei Balcani, in mare, con l’affonda­mento della corazzata Roma, “ EX LITTORIO” e in altre migliaia di località italiane e all’estero.
Con la nascita della Repubblica sociale, la Resistenza avvolge la nazione tutta.
Soldati e civili combattono uniti in montagna, nelle città, il nuovo esercito italiano risale combattendo la penisola con grandi sacrifici, a Venezia la divisione CREMONA viene fermata dagli inglesi: poteva liberare Trieste in 24 ore perché i tedeschi erano in fuga, si diede invece la possibilità alle truppe di Tito di entrare in Trieste creando quel terribile periodo nefasto che provocò la fuoruscita degli italiani, foibe, sequestri, si applicò la vendetta sugli innocenti. 
Molti soldati sbandati combatterono nelle formazioni partigiane, altri furono deportati nei lager tedeschi, non aderirono alla prosecuzione della guerra fascista, espressero tutta la loro dignità di soldati, il loro rifiuto lo pagarono con oltre 45.000 morti: la “ RESISTENZA SENZA ARMI”.
Storia ignorata volutamente dei partigiani con le stellette.
“Decideste di non cedere le armi,preferiste combattere e morire per la patria...
decideste,così, consapevolmente, il vostro destino. Dimostraste che la patria non era morta. Anzi con la vostra decisione, ne riaffermaste l’esistenza. Su queste fondamenta risorse l’Italia.”
Carlo Azeglio Ciampi
                                                                                                                                                                                                                         Comm. Sergio Paolieri
Presidente della Federazione Provinciale di Prato
dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci
Prato, 4 Novembre 2010