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Volume quarto - Prato 2011
Memorie dei combattenti della Federazione Provinciale di Prato dell'Associazione Nazionale Combattenti       
Siamo in Guerra???
L’articolo 11 della nostra Costituzione ripudia la guerra eppure abbiamo soldati operanti in tantissimi paesi, li chiamano soldati di Pace, ma sono armati, danno e ricevono morte, a noi combattenti quanto succede indicano piccole guerre in più paesi, ognuna delle quali con diverse indicazioni e cause ma tutte portano ad un unico denominatore:interessi economici, “Petrolio”.
L’ultimo esempio, la Francia attacca la Libia seguono gli Stati Uniti, Italia ed altri, motivo, il popolo libico si ribella al suo governo, ovviamente ci sono uccisioni e  corriamo in difesa della democrazia con aerei supersonici con portaerei e bombe cosiddette intelligenti.
Con la fine della seconda guerra mondiale alcuni paesi attraversati dalle truppe dei maggiori paesi crearono con la forza governi imposti. Dopo pochi anni questi popoli si ribellarono, dicemmo tutti che la democrazia non si impone con le armi, che i popoli debbono liberarsi dai loro dittatori con la loro maturità e sacrificio: la caduta del muro di Berlino è il grande esempio della unione e pacificazione europea.
Certamente abbiamo un dovere, che questi movimenti di liberazione abbiano la nostra solidarietà, il nostro aiuto umanitario, che raccogliamo migliaia di profughi, dando loro ogni possibile assistenza, ma ci dà dolore pensare che partecipiamo con le armi di offesa.
Noi combattenti abbiamo nella memoria i sacrifici e i lutti della seconda guerra  mondiale siamo preoccupati che il mondo arabo nel tempo avvenire, rimetta il conto del nostro operato attuale.
Ricordiamoci che la nostra frontiera non è più al nord, è al sud, con gli attuali  moderni mezzi di offesa la distanza di circa 100 km è molto più vicina operativamente dei 30 metri della frontiera austriaca del 1915.
In Libia ancora non abbiamo inviato soldati di terra, confidiamo che non avvenga, la 
situazione presenta difficoltà e le esigenze operative potrebbero giustificare il proseguire nell’errore dimenticando che l’Italia aveva buoni rapporti e collaborazione con la Libia, rapporti costati circa 60 anni di trattative in quanto i libici ci indicavano aggressori dal 1912 al 1943.
Nel commemorare i 150 anni dell’Unità d’Italia vorremmo che la nostra bandiera sventoli sempre come simbolo di civiltà e garanzia di Giustizia.
I Combattenti augurano Buon anno Italia 1861=2011 === 1848=1945
I detrattori dell’Unità d’Italia “Lega Nord”
Io mi ritengo un uomo fortunato di nascita, sono nato a Prato regione Toscana, mi è stato insegnato che c’erano tante regioni che erano più sfortunate, da dove dovevano emigrare, dove era tanta la miseria che a causa della poca alimentazione composta di polenta, questo alimento privo di jodio, alle persone veniva un grosso gonfiore esterno alla gola (gozzo). Una di queste regioni era il Veneto.
Le regioni cosiddette padane che erano austriache nel 1915 hanno sul proprio   territorio cimiteri militari con tanti caduti provenienti da tutte le regioni: è stato grazie ai combattenti della prima e seconda guerra che nasce la Repubblica con la sua Costituzione.
L’Italia con la ricostruzione diventa una nazione industriale: quelle regioni non  hanno più quella endemica miseria, e in riconoscenza per questo risultato offendono la bandiera, l’inno nazionale, parlano continuamente di secessione.
Noi combattenti protestiamo con forza, l’attuale governo ha gli scissionisti i   detrattori nel proprio seno, nel nome di tutti coloro che diedero la vita vigiliamo per la salvaguardia della nostra bandiera.
Comm. Sergio Paolieri
Presidente della Federazione Provinciale di Prato
dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci
Prato, settembre 2011