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Volume ottavo - Prato 2015
Memorie dei combattenti della Federazione Provinciale di Prato dell'Associazione Nazionale Combattenti   
Nel 1939 i tedeschi sono pronti a scatenare la guerra: iniziano con l’annessione dell’Au­stria poi rivendicano e conquistano le nazioni confinanti che hanno popolazioni di ceppo tedesco, fanno un accordo con la Russia e aggrediscono la Polonia provocando la rea­zione della Francia e dell’Inghilterra che, in rispetto di un accordo politico di assistenza, dichiarano guerra alla Germania: inizia la 2° guerra mondiale.
Le operazioni belliche si fermano per alcuni mesi ci sono tentativi di accordi che non danno risultati positivi, questo rallentamento permette alla Germania di mettere a punto la sua potente macchina da guerra. L’esercito tedesco attacca, senza dichiarazione di guerra, il Belgio con lo scopo di aggirare la linea Maginot, aggredisce la Francia e in pochissimo tempo conquista la Danimarca. La Francia dopo circa 1 mese è battuta mi­litarmente.
Mussolini freme, ha paura di arrivare tardi vista la velocità dei successi tedeschi.
Vuole attaccare la Francia per conquistare Nizza e la Savoia, riunisce i comandanti delle tre armi: Esercito, Marina, Aviazione. Esprime loro la necessità di dichiarare guer­ra alla Francia e all’Inghilterra; essi sono contrari in quanto non pronti militarmente, le armi più valide sono state consumate in Africa e nell’aiuto militare a Franco durante la guerra civile spagnola, nei magazzini semivuoti sono pochi i carburanti e le materie prime, l’industria è arretrata, sono scarse anche la motorizzazione e l’artiglieria e non c’è grano a sufficienza.
I tre comandanti ricordano al duce che aveva chiesto ai tedeschi di rimandare l’inizio della guerra oltre al rifornimento di grossi quantitativi di materiale bellico in modo di essere pronti nel 1943/44.
Ma il Duce insiste, vista la velocità dei successi e constatata la grande preparazione dei tedeschi, dichiara: «Ho bisogno di un migliaio di morti per sedere al tavolo della pace» convinto che la guerra si sarebbe conclusa entro il 1940.
Il 10 giugno 1940 alle ore 18, a sorpresa, comunica al popolo italiano che la dichiara­zione di guerra è stata consegnata agli ambasciatori di Francia e Inghilterra: «Popolo italiano corri alle armi, imperativo è vincere». 
Mi ricordo di un episodio accaduto quando avevo 14 anni, vidi tanta gente radunarsi dentro e fuori al Bar Magnolfi in Piazza S. Francesco; mi fermai, chiesi cosa fosse suc­cesso e mi risposero «Parla il duce».
Ascoltai la voce roboante del condottiero italiano, mi sentii orgoglioso e contento per quello che diceva e che mi sembrava di poter condividere!
Oggi ho 89 anni e mi vergogno ancora di quel sentimento, mi consolo pensando che ciò era dovuto a quanto ci insegnavano a scuola a quello che giorno dopo giorno ci veniva detto.
Oggi grazie al sacrificio di quanti caddero ciò non avviene più e la scuola è più libera, comunque teniamo alta la guardia perche i nostalgici sono ancora presenti, ricordiamo­ci che anche vicino a noi si combatte e la pace è ancora in pericolo!
Sergio Paolieri
Presidente della Federazione Provinciale di Prato
dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci
Prato, ottobre 2015