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Calogero Indelicato
Quasi diario di un internato nel lager della Germania Nazista (1943.45)
 Questo Diario dedico alla memoria di tutti gli  italiani militari internati deceduti nei campi di  sterminio della Germania nazista che  preferirono morire di fame e di stenti pur di  non continuare a servire la causa del Reich.
 Presentazione di Francesco Saverio Calcara    

 A volte i racconti dei vecchi (non bisogna avere paura di questa  parola e, ipocritamente, sostituirla col più edulcorato e anodino  “anziani”) hanno qualcosa di patetico; qualcosa che si ascolta  per educazione, distrattamente, con l'aria di una impaziente  degnazione.

 Ma quando il racconto è vita vissuta, dolore che ha segnato la  carne e il cuore, esperienza che ha forgiato il carattere, scoperta  che pur nell`orrore della più grande follia che l`uomo abbia potuto inventare - la guerra - non si spenge mai del tutto un lucignolo di umanità; quando avvertiamo che dietro quel narrare, la storia di un uomo diventa paradigmatica e si confonde con quella di  una generazione illusa nei sogni di grandezza e risvegliata alla  coscienza di esser divenuta carnee da cannone, vittima dell'imperizia e del pressappochismo, votata alla sconfitta, alla umiliazione, alla fame, alla perdita della dignità; allora le parole, per quanto insufficienti a rendere a pieno l'orrore, sono lo strumento  attraverso cui la memoria diventa salutare monito a che mai più, mai più, l'uomo alzi la mano contro l'uomo.

E ancorché dobbiamo amaramente constatare come, dopo l'immane catastrofe del  Il conflitto mondiale, la rabbiosa stupidità della guerra pervada  ancora la storia, resta tuttavia quel severo avvertimento - che il  ricordo dei protagonisti assevera - che la violenza resta, sempre  e comunque, negazione dell'umanità.

 Mi sembra questo il senso che possiamo cogliere nel prezioso  volumetto di Lolli Indelicato, il quale racconta, in forma discorsiva, semplice ma accattivante, la vicenda della sua prigionia in  Germania; rendendo evidenti non solo le efferatezze a cui l'uomo può arrivare ma anche gli slanci di generosità e di altruismo  che inaspettatamente possono provvidenzialmente manifestarsi. 

Grazie dunque per questa bella e sincera testimonianza che riserva anche la sorpresa di quel “giovane biondo”, l'"angelo custode”, il giovane Josef, a cui Lolli deve la vita, che ci piace pensare possa esser davvero l'attuale successore al soglio di Pietro.