Notiziario: Il treno del fronte

Il treno del fronte

È un documento eccezionale, girato da un militare italiano dell’Ottava Armata in viaggio nel 1942 verso il fronte russo. Quelle immagini però non celebrano il regime, sfuggono al vaglio della censura, girate in assoluta libertà ed autonomia dal sottotenente Enrico Chierici, genovese, arruolato nel Genio fotografi, durante il trasporto delle truppe. La pellicola fa parte del Fondo Fratelli Chierici conservato dall’Archivio nazionale del film di famiglia, fondato e gestito dall’associazione Home Movies di Bologna che conserva nei suoi archivi oltre 15mila film «amatoriali».
Un filmato inedito, di cui è possibile vedere un estratto di 5 minuti (per altre informazioni l’associazione Home Movies risponde allo 051.3397243, www.homemovies.it), ripreso e poi montato da Chierici, che mostra i luoghi dell’invasione, i volti dei soldati e dei deportati incrociati durante una sosta del convoglio. Le immagini mostrano il viaggio che parte da Bologna il 9 giugno 1942 e documentano le tappe attraverso varie regioni e località in Austria, Germania, Polonia, Bielorussia e Ucraina. Le riprese del paesaggio e delle stazioni si alternano con scene di vita militare. La cinepresa indugia sui giovani prigionieri adibiti ai lavori nelle stazioni, prima di documentare l’ingresso del convoglio nella stazione di Brest-Litovsk, in Bielorussia, il 13 giugno, e l’attraversamento del fiume Bug.
Durante una sosta sono riprese squadre di ragazze che lavorano lungo i binari. A Stolpce si cominciano a vedere i primi segni della guerra, che seguiranno per tutto il resto del percorso, inquadratura dopo inquadratura. Il convoglio attraversa la stazione di Niegoraloje, località prima di Minsk, completamente distrutta. Poi le immagini dei resti di due treni, uno tedesco e l’altro russo, che saltando in aria hanno raso al suolo la stazione. Seguono inquadrature del barbiere della sezione al lavoro durante una sosta e dell’autocarro laboratorio fotografico. Il viaggio prosegue e gli scenari mutano: la campagna e i villaggi prima di Bobruisk, dove si giunge il 14 giugno. Qui un treno carico di deportati ebrei russi, uomini, donne e bambini è fermo alla stazione.
Sono attraversati i fiumi Beresina e Druc: dappertutto i resti di carri ferroviari sparsi per i campi. Ancora ponti, stradali e ferroviari, abbattuti dai russi durante il ripiegamento sul fiume Dnepr, in prossimità della città di Shlobin. Il convoglio entra nella stazione di Gomel, al confine con l’Ucraina, il 14 giugno. Due aerei che sorvolano il campo di aviazione. Si passa la zona industriale: ancora carri ferroviari carichi di rottami di treni. L’ultima parte del film è girata in Ucraina: il convoglio attraversa la stazione di Merefa, a sud di Charkov, il 16 giugno, e arriva nell’area industriale di Dnepropetrovsk, il 20 giugno. Sono riprese prima le fabbriche, gli impianti industriali, i silos e i mulini per il grano, poi il mercato e la campagna circostante. Il viaggio proseguirà ancora fino a Stalino e a Makejenka dove il convoglio giunge il 22 giugno alle 20. Il viaggio da Bologna in Ucraina durò 15 giorni, per coprire la distanza di circa 3.500 chilometri. La pellicola, grazie al restauro tecnico e alla successiva scansione ad alta definizione mediante scanner dedicato, è stata sottoposta a un restauro digitale eseguito nella Camera ottica, il laboratorio dell’Università di Udine, con sede a Gorizia.

William Geroldi