Notiziario: FEDERAZIONE DI PADOVA, SEZIONE DI FONTANIVA: GIORNO DEL RICORDO

FEDERAZIONE DI PADOVA, SEZIONE DI FONTANIVA: GIORNO DEL RICORDO

Il 10 febbraio 2017 l’Amministrazione Comunale di Fontaniva ha rievocato il Giorno del ricordo delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmato, delle vicende del confine orientale con l’imbandieramento degli uffici pubblici e alle ore 20.30 ha organizzato un convegno al locale Centro Padre Odone Nicolini al quale erano stati invitati tutti gli abitanti.
Il cav. Prof. Ernesto Spessato, Presidente del Consiglio comunale  e promotore dell’evento, ha intrattenuto i presenti,  parlando delle cause e delle decisioni prese dagli italiani, abitanti di quelle terre, che messi di fronte al diktat di rimanere sotto il dominio comunista jugoslavo od optare per l’Italia, hanno preferito abbandonare tutto, casa, beni, ricordi familiari e unirsi alla madre patria.
Successivamente è stato propiettato un filmato che mostra in quali condizioni e con quali mezzi essi hanno lasciato quei luoghi registrando nella memoria degli astanti  gli episodi di particolare intensità emotiva.
E’ intervenuto poi il presidente Michelazzo narrando un suo fatto personale: ”Nel 1959, uscito dalla Scuola Sottufficiali di Firenze col grado di vicebrigadiere, fui trasferito alla stazione di Alessandria Cristo quale sottufficiale in sottordine. Dopo alcuni giorni il maresciallo mi cedette il comando fruendo della licenza ordinaria di giorni trenta. In quel periodo  di comando interinale fui incaricato per conto della locale prefettura di verificare la consistenza e le condizioni di vita degli abitanti del Villaggio profughi istriani di quella città, circa una cinquantina di famiglie.
Come e cosa fare per avere le informazioni? L’unico modo era quello di recarmi all’abitazione di ogni famiglia e interrogare il capo famiglia. E così feci. E loro non solo mi fornirono le informazioni che volevo ma mi narrarono anche la loro storia. Dai loro racconti ho potuto constatare quanta dignità albergava nei loro cuori, quante ferite morali e materiali portavano sulla loro pelle e quanto orgogliosi erano delle loro origini venete ed italiane.”
Alla fine del convegno il conferenziere ha risposto con competenza alle domande che gli sono state rivolte con piena soddisfazione da parte degli autori.